A Milano la segregazione scolastica ostacola il diritto allo studio

In occasione della Giornata internazionale dell’educazione, il CNCA Lombardia accende i riflettori sul fenomeno del white flight e sui progetti che promuovono un’educazione inclusiva e di qualità per tutte e tutti.

Milano, 24 gennaio – In occasione della Giornata internazionale dell’educazione, il CNCA Lombardia richiama l’attenzione su un fenomeno sempre più diffuso nel sistema scolastico milanese: il white flight, ovvero lo spostamento di studenti – prevalentemente italiani – da scuole percepite come “di serie B” verso istituti ritenuti più prestigiosi. Una dinamica che alimenta la segregazione scolastica e produce classi con una concentrazione di alunni con background migratorio che può arrivare fino al 70% o al 100%.

«I numeri vanno maneggiati con cautela – spiega Marta Berti, responsabile del progetto SCooP – Scuola Cooperativa di Prossimità –. La presenza di studenti di seconda o terza generazione non è di per sé un problema. Il vero nodo è la fuga dalla povertà e dalle periferie: chi ha risorse si sposta, chi non le ha resta». Una dinamica che priva ragazze e ragazzi della possibilità di crescere in contesti socialmente ed economicamente eterogenei, fondamentali per lo sviluppo educativo e relazionale.

SCooP è uno dei 23 progetti nazionali selezionati dal bando Vicini di scuola, promosso da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. A Milano opera nel Municipio 6, mettendo in rete otto istituti comprensivi e promuovendo la cooperazione tra scuole, istituzioni ed enti del Terzo Settore. «Le scuole riflettono i processi di gentrificazione e segregazione urbana – continua Berti –. Il nostro è un progetto educativo e politico: l’educazione è un diritto e deve garantire pari qualità per tutte e tutti».

Sempre nell’ambito del bando “Vicini di scuola”, a Milano è attivo anche il progetto Mixité, guidato da Diapason, che coinvolge quattro istituti comprensivi caratterizzati da un’elevata presenza di studenti di origine straniera. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività delle scuole attraverso attività extrascolastiche, come il doposcuola, e percorsi di sensibilizzazione rivolti a famiglie e studenti, valorizzando le competenze delle scuole e contrastando stereotipi e pregiudizi.

«Persistono ancora convinzioni errate – sottolinea Elisabetta Cargnelutti, project manager di Diapason – secondo cui le classi multiculturali rallenterebbero l’apprendimento. In realtà, gli insegnanti sono formati per lavorare in contesti multilingue e queste scuole offrono importanti opportunità di potenziamento linguistico. Raccontare ciò che accade davvero nelle scuole può fare la differenza».

In un contesto in cui il tema dei giovani viene spesso affrontato in chiave securitaria, anche nel dibattito pubblico nazionale, esperienze come SCooP e Mixité dimostrano che investire in educazione, inclusione e collaborazione territoriale è la strada più efficace per contrastare le disuguaglianze alla radice, ben oltre ogni risposta emergenziale.