Helpless, inermi, disarmati, indifesi, ancora poesie al tempo del Covid 19

Ringraziamo ancora Giovanni per la condivisione delle sue nuove poesie, lui consiglia di ascoltarle con della buona musica:

“potete cominciare con una vecchissima e bellissima canzone di Neil Young, tratta dal LP “Dejà Vu”pubblicato nel 1970 dal mitico quartetto CSN&Y (riascoltatela e vedetela su Youtube nella versione cantata e suonata appunto con David Crosby, Stephen Stills, Graham Nash e il coro di Joni Mitchell nel concerto allo stadio londinese di Wembley nel 1974, perché è commovente ed emotivamente strepitosa!), che mi ha ispirato anche solo nel suo titolo quello che ho messo pure io come titolo di questo viaggio: “Helpless”, inermi, disarmati,indifesi.

Buona lettura e buon viaggio

E DOPO IL QUATTRO DI MAGGIO?

Ora che
siamo vicini
alla data del
“forse
si potrà
ritornare
ad uscire”,
cosa
sceglieremo
di fare?
“Tana
liberi
tutti”,
come
facevam
da bambini,
dopo esserci
nascosti
ed avere
sorpreso
correndo
chi degli amici
veniva
a cercarci,
oppure
tenteremo
un passo
fuori dall’uscio,
per poi
tornare
indietro
impauriti
dal possibile
pericolo
portato
dall’aria
di fuori?
O riusciremo
insieme
a trovare
un nuovo
equilibrio,
che ci aiuti
a camminare
sul filo
e che sia
diverso
da quello
in cui ci siamo
abituati
a oscillare
prima che
la tempesta
28 aprile 2020 arrivasse?

TEST

Siamo
in tanti
ad attendere
di sapere
se ci siamo
infettati.
Quale sarà
il test
che cancellerà
ogni dubbio
sulla nostra
salute?
Ogni
Regione
ha deciso
di fare
da sé,
rivolgendosi
a questa
o quella
tecnologia.
La confusione
continua
a regnare
sovrana:
ma era
così
complicato
aspettare
un’unica
strategia
nazionale?
I venti,
anzi ventuno,
sistemi
sanitari
regionali
– Trento
e Bolzano
sono
Province
Autonome! –
hanno fatto
e fanno
la gara
a chi
arriva
per primo,
sgomitando
scomposti
in chissà
quale ridicola
e inutile
gara

PENSANDO AI SUD

Ripiegati
sui nostri
disastri,
forse
stiamo
poco
pensando
a chi vive
e a chi muore
di là dal mare
nei tanti
Sud
della terra:
dove
non ci sono
né mascherine,
né acqua
per lavarsi,
e non solo
le mani,
né tanto meno
Rianimazioni.
E dove
non sapremo
mai
quanti
si sono
infettati,
quanti
lo saranno
e quanti
sono morti
e purtroppo
moriranno.
Perché
di quei luoghi
nemmeno
sappiamo
quante sono
le vite
nascenti
e quanti
superano
il primo
compleanno.
Laggiù
la tempesta
ha spazzato
e spazzerà via
vite su vite
nel silenzio
assordante
del nostro caro
Occidente

CAMPAGNA

In questi giorni
di traffico
ancora
per fortuna
ridotto,
il rumore
di fondo
attorno
alla nostra
cascina
è tornato
ad essere
quello
dei trattori
e delle altre
macchine
agricole:
le risaie
tra un poco
saranno
come sempre
allagate
ed è tempo
come sempre
di semina.
Il mais,
piantato
da mesi,
come il grano
sta iniziando
a spuntare.
La vita
in campagna
ha ripreso
a scandire
le opere
e i giorni
col ritmo
della primavera
che esplode.
Mangeremo
ancora
farina
e riso,
perché
le donne
e gli uomini
che lavoran
la terra
son tutti lì.
Fedeli
come ogni
anno
alla vita

25 APRILE

Come
continuare
a resistere
in questa
Festa
d’Aprile
d’un tempo
sospeso
di più raffinata
barbarie
virale
e sociale?
Per provare
a restare
umani
pure quando
infuria
ben altra
bufera?
Senza
nemmeno
scendere
in piazza
a respirar
come popolo
almeno
un giorno
dei tanti
dell’anno?
E potere
solo
cantare
ballare
urlare
da finestre
balconi
e cortili
il vero
e unico
inno
di un Paese
che si è
liberato
e vuol
continuare
a vivere
libero?
Per
svegliarsi
riconoscersi
e salutarsi
ogni giorno
ancora ribelli:
Ciao, Bella!

LEZIONI A DISTANZA

Ho iniziato
anche io
proprio oggi
a fare
lezioni
a distanza
a studenti
di Medicina
del San Raffaele.
Non avrei
mai voluto,
perché
nulla
al di fuori
del rapporto
diretto
tra umani
può trasmetter
sapere
e soprattutto
passione,
che di ogni
conoscere
è fonte
e sostegno.
E pure
il sedicente
sapere
medico,
che
parafrasando
Milani
è forse
solo
conoscere
mille
parole
e complesse
in più
dei pazienti,
si riesce
a trasmettere
solo
nella relazione
dei volti.
Anche perché
la medicina,
a mio modesto
parere,
è un’arte
più che
una scienza:
ed è riservata
agli artisti!

APP

Qualunque
novità
si presenti
nel mondo
che non abbia
una “app”
per gestirla
da un cellulare
è come se
non esistesse.
Tutto
da tempo
è per molti
performance
e per renderlo
ancora
più rapido
ci vuole
per forza
una “app”.
Poco importa
se poi
tracceranno
ogni tuo
movimento
e sapranno
anticipare
i tuoi gusti
sul mondo,
proponendoti
quel che
algoritmi
più o meno
complessi
avranno
intuito
di te.
Non sappiamo
come uscire
da questa
tempesta,
che ci ha
d’improvviso
travolti:
non riusciamo
ancora
a capire
come poter
ripartire,
ma avremo
presto
una “app”
per crederci
IMMUNI

FASE DUE (O DELLANORMALITA’)

Parola
magica
da ormai
molti
giorni,
mantra
evocato
da ogni
canale
o giornale,
l’incertezza
del nostro domani
ha i contorni
ignoti
e un poco
fiabeschi
di un possibile
e tanto sperato
ritorno
alla vita
di prima.
Non riusciamo
ancora
a pensare
tempi
e modi
del ripartire,
inchiodati
a contare
e piangere
i morti,
eppure
è tremenda
la voglia
di tornar
come prima,
come se
la tempesta
non avesse
sconvolto
per sempre
o per tanto
“lanormalità”
del mondo
di ieri.
Che poi forse
è il problema
da cui tutto
deriva
e non
la risposta
per poter
ripensare
il futuro

CENT’ANNI (DALLA SPAGNOLA)

Sembra quasi
che la tempesta
si presenti
a intervalli
costanti
a infierire
sull’uomo
con ondate
che lasciano
dietro di sé
centinaia
di migliaia
o milioni
di morti.
Finita
cent’anni fa
la guerra
mondiale
combattuta
in trincea,
è comparsa
la tempesta
spagnola
che ha ridotto
a brandelli
l’umano.
Chi ha scritto venti,
chi cinquanta
milioni
di morti,
sola
stima possibile
senza
i comunicati
e i tamponi
di oggi.
Come se
la natura,
con regolarità
sorprendente
nella sua
apparente
casualità,
volesse punire
la hybris
dell’uomo,
riportando
a pur se triste
equilibrio
gli enormi
disastri
che homo faber
continua
a produrre

ANTROPOCENE

E’ bastato
un mese
di blocco
del traffico
perché
la natura
riprendesse
gli spazi
che da almeno
trent’anni
le abbiamo
usurpato:
i cinghiali
son scesi
tranquilli
nei paesi
in montagna,
le anatre
dei nostri fossi
e gli altri
uccelli
dei campi
intorno
alla Contina
– aironi
garzette
ibis sacri (addirittura?) –
hanno iniziato
ad avvicinarsi
alle nostre case
come mai
prima d’ora.
Stiam provando
con mano
l’impatto
potente
del nostro
folle sistema
sull’intero
creato,
che non
ci siamo
mai accorti
di avere.
La forza
dirompente
della natura
in primavera
ci manda
un chiaro
messaggio:
continuate
a rallentare!

DRONI

Siamo
tutti
osservati
dal cielo,
occhi spesso
invisibili
controllano
quel che
facciamo,
senza averci
peraltro
mai chiesto
il permesso.
Meno male,
verrebbe
da dire,
per bloccare
comportamenti
scorretti
o peggio vietati
che possono
favorire
il contagio.
Ma anche no,
se questo
vuol dire
controllo
sociale
ancora
più spinto
di quello
che già
subiamo
ogni istante.
La nostra vita
è sempre
tracciata,
gli strumenti
che pensiamo
ci rendano
liberi
son dispositivi
che ci tengono
in gabbia.
Lo “stato
di eccezione”
è da tempo
realtà:
la tempesta
l’ha solo
svelato,
ampliato
e purtroppo
reso legittimo

INCOMPETENTI

Li ho visti
all’azione
nel gestire (?)
al porto
di Genova
lo sbarco
di nostra figlia
Maria
e di altri
duecento
italiani
che una nave
della Farnesina
è riuscita
a riportar
dalla Spagna.
Li hanno fatti
aspettare
per ore
per far scendere
prima
i container,
i TIR
e le altre vetture.
Li han tenuti
ammassati
uno sull’altro
sulle ripide scale
della nave veloce,
per poi farli
cuocere
al sole,
senza acqua
né cibo,
in una fila
infinita
tra le sgasate
dei camper.
E obbligarli
poi a ritornare
quasi alla nave
sulla passerella
che li ha
finalmente
portati
da noi.
Più di venti
funzionari
ed agenti
“pulotti”
a guidare
questa prova
perfetta
di contagio

NUMERI

I ragionieri
dell’epidemia
squadernano
ogni giorno
a quell’ora
le cifre
del dolore
e della tempesta.
Numeri
senza aggettivi,
che non dicono
nulla
di quanti
siano
o sian stati
uomini
o donne,
giovani
o vecchi,
già malati
o ancora
in salute.
Cifre
senza volti,
anonima
conta
di un orrore
che pialla
l’umano,
azzerando
i nomi
e le storie
di ognuno

   QUANDO TUTTO SARA’ FINITO

Quando tutto
sarà finito
scoppieranno
gli abbracci
e le strette
di mano.
Torneremo
all’amore
o forse
a più
amaro
distacco.
Perché
torneremo
di nuovo
a soffrire
dell’infezione
ormai cronica
che da tempo
ci appesta
e che sarà
di sicuro
più tremenda
di prima:
il neoliberismo
del capitale
vorrà
ancora più
vittime,
parassita
bastardo
che si nutre
di morte

RSA

Li abbiamo
ammassati
in ghetti
moderni,
anche molto
lussuosi,
per donne
e uomini
soli,
che non san
più badare
a se stessi
e che
non possiamo
(o vogliamo?)
curare
nelle nostre
famiglie.
Li abbiamo
accompagnati
su comode auto
e non su carri
piombati,
e siamo
anche
andati
a trovarli
nei giorni
di festa.
Affidandoli
alle cure
costanti
di personale
amorevole.
Finché
la tempesta
è arrivata.
E con lei
lo sterminio
senza camere
a gas
e camini
che bruciano
i corpi.
E’ bastata
un po’ d’aria
malata,
senza neanche
bisogno
di Zyklon.
Nel silenzio
assordante
della conta
dei morti

NUMERI

I ragionieri

dell’epidemia

squadernano

ogni giorno

a quell’ora

le cifre

del dolore

e della tempesta.

Numeri

senza aggettivi,

che non dicono

nulla

di quanti

siano

o sian stati

uomini

o donne,

giovani

o vecchi,

già malati

o ancora

in salute.

Cifre

senza volti,

anonima

conta

di un orrore

che pialla

l’umano,

azzerando

i nomi

e le storie

di ognuno

 

 

METAFORE

Pure io
ho usato
e sto usando
parole
di guerra
per narrare
l’urto
che ci ha
d’improvviso
travolti.
Forse perché
non abbiamo
altri
nomi
da scovare
nei nostri
quaderni?
Noi
che una guerra
non
l’abbiamo
per fortuna
mai vista
e viviamo
in pace
– si fa per dire –
dalla Liberazione.
O forse
perché
non riusciamo
a trovare
parole
diverse
per dire
il dolore
e la paura
indicibili
che stiamo
provando?
Tempesta,
ho scritto
e propongo,
tempesta,
come l’uomo solo
davanti a San Pietro.
Un evento
con cui
non puoi
proprio lottare,
ma soltanto
ripararti
e resistere.
Un minuto
di più

ZONE ROSSE


Dopo Wuahn
più lontana
del cielo
è toccato
a Codogno
e a dieci
Comuni
lì attorno.
Poi a tutte
le Regioni
del Nord
e ben presto
a tutta
l’Italia.
Tutti chiusi
in un carcere,
grande
quanto
un intero
Paese.
Ma l’aria
non conosce
confini
e si sposta
con i viaggi
dell’uomo:
per questo
ha invaso
prima
l’Europa,
poi
solcato
gli oceani
e raggiunto
ogni
continente.
Wuhan
e Codogno
son
diventati
ogni luogo:
tutto
il mondo
è ormai
una
sola
immensa
Zona Rossa

PASQUA

Ma che
strana
Pasqua
ci arriva
in dono
quest’anno.
Solitaria
e isolata
come
le nostre vite
da tempo.
Ci mancheranno
i fratelli
con cui
celebrare
la Cena,
salire
al Calvario
lungo la via
della croce,
danzare
e cantare
con gioia
nella Veglia
dalle tante
letture.
Sarà
invece
familiare,
essenziale,
tutti stretti
nelle nostre
case.
Rivivendo
la sera
quando,
in fretta
e in silenzio,
abbiamo
mangiato
l’agnello
arrostito
sul fuoco,
cinti
i fianchi,
in mano
i bastoni,
perché
dovevamo
uscir
dall’Egitto

CHIESE

Chiuse le chiese
alla preghiera
comune,
messe e riti
solo dal video,
da consumare
freddi
e distanti,
e sacerdoti
e vescovi
e Papa
ancora
più soli.
Ma non è che
siam tornati
alle origini,
alle domus
ecclesiae,
nate
a Gerusalemme
poco dopo
la Pasqua
e con Paolo di Tarso
diffuse
dall’Asia Minore
fino al cuore
di Roma?
Quando
i laici,
uomini e donne,
rivivevano
nelle loro
case
la memoria
dell’ultima Cena.
Perché allora
tutto questo
turbarsi?
“Né su questo monte
né a Gerusalemme…”
Le chiese
vuote
fanno paura
e non insegnano
nulla
ad un popolo
di Dio
tenuto bambino
da una casta
di sacerdoti
che non vuole
lasciare
il suo potere
sul sacro

NONNI

La tempesta
sta spazzando
via
intere
generazioni
di anziani.
Nel silenzio
delle conte
ufficiali.
Tanti
che hanno
resistito
alle guerre
tra umani
son caduti
travolti
dal male
invisibile.
Anche se
spesso
ormai
relegati
all’unico
ruolo
di baby-sitter
gratuiti,
che ne sarà
delle storie
che hanno
narrato
e avrebbero
potuto
ancora
narrare
ai figli
e ai nipoti?
Che ne sarà
della saggezza
che hanno
raccolto
negli anni
e ricevuto
anche loro
dai padri
e dai nonni?
Fragili
catene
di vite
tranciate
per molti
per sempre

NIPOTI

Orfani
di nonni
scomparsi
(chi glielo
dirà?)
o rinchiusi
al sicuro
– si spera –
nelle loro
dimore.
Costretti
agli arresti
domiciliari
nella primavera
che esplode,
cosa faranno
i tanti nipoti
ritornati
d’un tratto
a viver
soltanto
da figli?
Basterà
loro
una videochiamata
ogni tanto,
oppure
ogni giorno
che ci dona
la vita,
per ritrovare
le coccole
e le merende
sognate?
Chi
narrerà
loro
le storie
d’un tempo
e saprà
consolarne
i capricci?
Quanto
amore
si è perso
e si perde
nella distanza
dei volti.
E cosa sarà
quando molto,
se non tutto,
non tornerà
più
come prima?

MERCATO (DI NEMBRO)

Stan facendo
di tutto
per riaprire
i negozi
e le fabbriche.
Il Paese
si è già
fermato
abbastanza,
urlano
in troppi
sputando
sentenze.
Non possiamo
permetterci
di non far
ripartire
il Mercato,
nostro
solo
Signore
e nostra
sola
Salvezza.
Altrimenti
la strage
che farà
la ripresa
sarà peggio
di quella
del virus.
Poco
importa
se il business
vincerà
sulla sicurezza.
Son le leggi
dell’economia,
miei cari,
che i fatti
non posson
smentire.
A Nembro
il quattro
di marzo
han tenuto
lo stesso
il mercato.
E la merce
più
di tutte
comprata
è stata
la morte

 

 

 

Poesia al tempo del Covid 19

vorremmo condividere con voi le poesie scritte in questi giorni da Giovanni Gaiera, socio e compagno di strada del CNCA, per 10 anni membro del nostro esecutivo. Voce “dalle campagne a riso del Sudovest Milanese,Comunità Cascina Contina”.  Un bel regalo che forse ci aiuterà a ri-trovarci in questo tempo di grandi distanze.

L’invito per tutti è di condividere racconti, immagini,storie delle nostre realtà, vi aspettiamo!

Ci piace introdurre queste poesie con il commento di Carlo Alberto Caiani della Fondazione Padri Somaschi :

Giovanni,da sempre è sintesi di prassi e di pensiero di fatto e di locuzione parola incarnata nelle ferite della gente tutta,con una predilezione irresistibile  per gli ultimi in classifica. Cascina Contina è insieme monastero contemplativo e officina di riparazione.  Di motori a scoppio, e di uomini scoppiati. E’ barba, la sua, un po’ dotta che sa di  Enzo Bianchi di  Bose un po’ arruffata e scapigliata che odora di legna, di pollame, di barbera che vi sgocciola dentro e un po’ di sapienza medica, Gandalf degli infettivi, e degli infettati. Per questo, da tempo, trovo in “capitano” la sintesi delle sue plurime nature, e delle sue barbe.
Grazie  Capitano
Carlo Alberto

 

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Una telefonata vale come un abbraccio

ei

CNCA Lombardia condivide il senso della

campagna sociale di Civil Week

CNCA Lombardia dà sostegno alla alla campagna social lanciata dal Comitato promotore della #CivilWeek. «Una telefonata vale come un abbraccio».
Scrivono gli organizzatori: “Per almeno questa settimana le disposizioni istituzionali ci stanno chiedendo di evitare gli assembramenti, allentare i momenti di socialità, limitare le relazioni per ridurre le possibilità di contatto: tutte e tutti saremo inevitabilmente un po’ più isolati. Sappiamo bene che chi accuserà di più il colpo sarà proprio chi è già solo, malato, anziano o in una situazione di difficoltà. Allora nel tempo del coronavirus la responsabilità civica ha ancora più valore perché per chi è più fragile un segno di vicinanza e attenzione può davvero fare la differenza. E anche una telefonata vale come un abbraccio”.
Per maggiori info:

https://www.facebook.com/103532887780205/posts/150909396375887/

http://bit.ly/2uyE8VW

BannerFRAGILE1

Un evento di CNCA Lombardia in partnership con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Scarp de’ tenis, la campagna Io Accolgo, Buone Notizie del Corriere della Sera, CSV Milano, Forum Terzo Settore Città di Milano, Forum Terzo Settore Adda Martesana, Altreconomia.

Il CNCA Lombardia organizza, nell’ambito della Civil Week dal 5 all’8 marzo 2020, “Fragile colpevole”, una giornata di pensieri e performance teatrali per restare umani”.

Un incontro-spettacolo dal titolo che si tiene venerdì 6 marzo, ore 9.30-12.30 all’Ambrosianeum, in via delle Ore 3 – Milano

Programma:

Introduce Paolo Cattaneo del CNCA Lombardia

Modera Valerio Pedroni, del Forum del terzo settore e di CNCA Lombardia

Relatori:

Ivo Lizzola docente di pedagogia dell’Università di Bergamo

Stefano Lampertico (Scarp de’ tenis) e Paolo Lambruschi (Avvenire)

Pier Francesco Majorino eurodeputato, già assessore ai Servizi Sociali del Comune di Milano

Incursioni teatrali e monologhi curati dagli studenti della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

“Fragile colpevole” è un evento spiazzante, un incontro-spettacolo concepito in modo nuovo e originale che alterna gli interventi di importanti relatori e gli intermezzi di teatro curati dagli allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, ispirati alle storie delle persone “fragili” quelle che molti cittadini e a volte – inconsciamente – anche noi, consideriamo “colpevoli” della propria condizione. L’obiettivo è riflettere sulla “logica retributiva” che informa la società e i suoi cittadini. Chi è “fragile” infatti – persone senza dimora, migranti, detenuti, dipendenti da sostanze – è spesso considerato, in modo più o meno dichiarato, responsabile della propria vulnerabilità e quindi “colpevole”.

Con l’introduzione di Paolo Cattaneo del CNCA Lombardia e moderati da Valerio Pedroni, del Forum del terzo settore e di CNCA Lombardia, si confronteranno Ivo Lizzola docente di pedagogia dell’Università di Bergamo che metterà a confronto “ragione sicuritaria e ragione umanitaria”, i giornalisti di lungo corso Stefano Lampertico (Scarp de’ tenis) e Paolo Lambruschi (Avvenire) che dialogheranno tra loro e l’eurodeputato, già assessore ai Servizi Sociali del Comune di Milano, Pier Francesco Majorino che toccherà il tema di una visione comune per orientare le politiche sociali.

A scandire gli interventi e a costruire il senso ultimo della giornata saranno i monologhi degli allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, guidati da Paolo Giorgio e Laura Tassi: gli studenti per costruire la drammaturgia hanno infatti attinto a storie emblematiche di fragilità, conosciute attraverso l”“esplorazione” realtà di CNCA Lombardia, ma racconteranno anche il lavoro degli operatori e lo sguardo della società.

Un momento di riflessione e performance che prova a scardinare il pensiero – che ha un posto nascosto nella testa di tutti, brava gente, benpensanti e persino pubblici pensatori e decisori – che chi è debole lo sia, in fondo, per propria colpa. Contro questi luoghi comuni, “Fragile Colpevole” propone un pensiero differente: tutti siamo “fragili” e la fragilità stessa -qualità riservata alle cose “preziose”- è una ricchezza che fonda la comunità e la solidarietà reciproca.

Sono stati richiesti i crediti CROAS.

Per iscrizioni:

Pagina FB http://www.facebook.com/fragilecolpevole

 

Link diretto:

https://docs.google.com/forms/d/1GTLY1cyLXUER6OPKZgyhmgUA44yMkOnrBF1LADI-lRo/viewform?

edit_requested=true&fbclid=IwAR0F-EbbFoTui6_lmTmA9szpcg6mT6lqO_DdHMx5GopwHiObyiLRAR1Q0wc

Ufficio Stampa, Altreconomia, ufficiostampa@altreconomia.it, 329 1376380

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Al via il 3° percorso in Lombardia Terreferme: accoglienza per minori migranti soli!

Il progetto TERREFERME (gestito dal CNCA  in accordo con UNICEF) pone al centro il diritto di ogni minorenne di sperimentare relazioni familiari   accoglienti e prossime (così come previsto dalla CRC ratificata in Italia 1991) .

TERREFERME ha reso evidente che è possibile dare risposte sensate e coerenti di accoglienza diffusa, partecipata, solidale orientata a sostenere processi di cittadinanza attiva:  sono circa 300 persone (famiglie, singoli, operatori)  che hanno partecipato ai percorsi formativi precedenti, adesso invitiamo nuovamente chi si sente di poter accogliere e ospitare questi ragazzi a prepararsi insieme per capire come e se questo desiderio può diventare concreto. Per questo offriamo un ciclo di quattro incontri gratuiti alla conclusione dei quali accompagneremo i partecipanti  all’iter di valutazione.

Oggi sono già in atto le prime accoglienze familiari e altre sono in programma, (6 in Lombardia e 5 in Veneto) mentre altre risorse famigliari sono in fase di valutazione, e altre si stanno candidando.

Le famiglie sono seguite da tutor esperti e si ritrovano mensilmente in rete con altre famiglie a confrontarsi e sostenersi nelle gioie e fatiche dell’affido. La formazione non finisce con questo primo percorso, periodicamente vengono offerte alle famiglie interessate occasioni di formazione e approfondimento dei temi riguardanti i minori migranti. Abbiamo già affrontato il tema delle differenze culturali e religiose accompagnati da un antropologa e quello dei documenti (permessi di soggiorno, passaporti e altro) con un avvocato .
L’affido è un progetto sociale che racconta  un modo di essere famiglia, di essere comunità sociale, della qualità dei legami inclusivi o meno che vogliamo costruire, dice verso quale futuro andare.

Il progetto Terreferme vuole occuparsi di questo desiderio delle famiglie e del bisogno di questi ragazzi: un incontro felice e una richezza per tutta la comunità sociale.

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LE BUONE INTENZIONI NON BASTANO L’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA IN LOMBARDIA È ANCORA LONTANA

Forum Terzo Settore Lombardia scrive a Fontana e chiedono a Regione Lombardia un passo avanti verso l’integrazione socio-sanitaria in Lombardia e un’autonoma direzione generale dedicata alle politiche di welfare sociale.

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Con una lettera inviata al presidente regionale Attilio Fontana e agli assessori competenti, il Forum Terzo Settore Lombardia chiede a Regione Lombardia una retromarcia rispetto alla logica che quattro anni fa ha accorpato all’interno dell’Assessorato al Welfare, sotto un’unica direzione, le politiche sanitarie con quelle socio-sanitarie oltre che la gestione delle relative risorse.

Quello che, nelle intenzioni di Regione Lombardia avrebbe dovuto essere un “Assessorato unico” nel quale dare corso a un’effettiva integrazione socio-sanitaria, auspicata da tutte le associazioni del terzo settore e finalizzata a garantire maggiore benessere e qualità di vita ai cittadini più fragili, purtroppo, non si è realizzata.

Al contrario, per le realtà aderenti al Forum del Terzo Settore Lombardia, tra cui il CNCA Lombardia, questi quattro anni sono stati anni “contrassegnati da crescenti difficoltà nella relazione con l’Amministrazione Regionale, così come nella conduzione di gran parte delle nostre attività”, scrivono le associazioni del Forum nella lettera inviata al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e agli assessori Giulio Gallera (Welfare), Stefano Bolognini (Politiche sociali, abitative e disabilità) e Silvia Piani (Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità). Anni in cui le associazioni del terzo settore lombardo hanno assistito “al permanere di strutture organizzative diversificate che non sempre hanno permesso o comunque facilitato il percorso di integrazione”. 

La convinzione della necessità di una separazione del comparto socio-sanitario da quello sanitario in senso stretto è rafforzata dalla lettura della bozza di Piano Sociosanitario integrato lombardo per il 2019-2023 e delle Regole di Sistema 2020. Questi documenti “ci convincono che la convivenza sotto una stessa struttura tecnica delle competenze sanitarie e socio-sanitarie va rimessa in discussione”, scrivono Alleanza Cooperative Italiane-Welfare Lombardia, Anffas Lombardia, Arlea,  Ceal, Cnca Lombardia , Ledha, Uneba Lombardia che chiedon

o ai vertici regionali di individuare un’autonoma direzione generale dedicata alle politiche di welfare sociale (e quindi socio-sanitarie, socio-assistenziali e sociali) con risorse e competenze adeguate al governo e alla programmazione di questi interventi.

“Le realtà che hanno sottoscritto la lettera – dice la Portavoce del FTS – sono espressione di una società civile impegnata quotidianamente a garantire, anche attraverso sperimentazioni, progetti innovativi, investimenti finanziari propri, attività di fundraising, servizi e sostegni a persone con fragilità diverse e, contemporaneamente, a rappresentarne aspirazioni, desideri e diritti. La presa in carico delle persone, l’accompagnamento a percorsi di autonomia, la prevenzione a situazioni di disagio e abbandono, la cura delle relazioni familiari, sono altra cosa dall’agenda delle prestazioni sanitarie, e rappresentano un pilastro fondamentale del sistema di welfare che non può più essere marginalizzato ma, al contrario, merita un’attenzione specifica in termini di programmazione, risorse ed energie.”

“Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana”

ascia nera

CNCA Lombardia e Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione invitano alla presentazione di un libro-ricerca di Leonardo Palmisano sulla tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale dalla Nigeria all’Europa e all’Italia.

Domenica 24 novembre 2019, ore 10.30-11.30
c/o Casc Centro Aiuto Stazione Centrale, Via Sammartini 120, Milano

scarica qui l’invito
Informazioni: 340 4530739, paolocattaneo@coopdiapason.it

Milano, 21 novembre – La mafia nigeriana sale alla ribalta delle cronache dopo gli omicidi delle giovani Pamela e Desireè, assurgendo al ruolo di principale pericolo criminale in Italia e conquistando titoli da prima pagina e passaggi televisivi in prima serata, spesso raccontatati in modo stereotipato o persino folkloristico.

“Noi non siamo come le vostre mafie. Non abbiano una famiglia che ci guida, ma un capo spirituale”, è la frase che appare nella quarta di copertina del libro e che esprime la lucida visione con la quale questo sistema criminale costruisce e stabilizza i rapporti tra i membri e indica, forse, una strada per contrastarne l’avanzata e tutelarne le vittime.

A partire dalle storie raccolte sul campo con interviste e incontri con vittime e “affiliati” dell’organizzazione criminale Black Axen da Leonardo Palmisano, scrittore ed etnografo, il CNCA Lombardia e Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione offrono una lettura a più voci che provano a delineare un quadro sulla struttura e sul radicamento della mafia nigeriana in Italia basato su una ricerche ed analisi delle indagini dalle Procure, sulla presenza della mafia nigeriana a Milano e in Lombardia, sulle azioni di contrasto sulla tutela delle giovani nigeriane, vittime controllate dall’organizzazione criminale.

Ne nascerà una conversazione tra Tiziana Bianchini, responsabile dell’area immigrazione e tratta di Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione e Paolo Cattaneo, presidente del CNCA Lombardia, con il dottor Adriano Scudieri, Sostituto Procuratore della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, e la Dottoressa Miriam Pasqui, Coordinatrice Unità e Grave Emarginazione del Comune di Milano.

L’incontro è realizzato con il sostegno del progetto “Derive e approdi. Aree di libertà e diritti per le vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, grave sfruttamento del lavoro, accattonaggio ed economie illegali nei territori di Milano, Como, Monza Brianza, Sondrio e Varese”, a titolarità del Comune di Milano e co-finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Chi siamo
Il CNCA Lombardia ogni anno si fa carico di oltre 8000 persone ed entra in contatto con circa 120.000 cittadini nel territorio regionale.
Il Cnca si compone di 37 gruppi aderenti presenti in 10 provincie della Regione, che raccolgono circa 2000 soci, 1800 lavoratori, 180 strutture residenziali (minorenni – persone con disabilità – dipendenze – mamme bambino – housing sociale) e 270 servizi diurni e progetti territoriali (centri diurni e servizi domiciliari per minori, disabili e anziani – unità di strada – servizi prevenzione – politiche giovanili – carcere)

Si è costituita formalmente il 31 gennaio 2006.

Info e contatti:

CNCA Lombardia
Sede regionale: – via Petrarca 145, Sesto San Giovanni (MI)
segreteria.lombardia@cnca.it

Ufficio Stampa
Massimo Acanfora – massimo@altreconomia.it – 329 1376380

per cancellarsi cliccare qui

Convegno “FERMENTI” un occasione di riflessione in occasione dei 30 anni de La Grande Casa, cooperativa sociale socia fondatore del CNCA Lombardia

 

Milano, 22 novembre 2019

Nell’anniversario dei 30 anni della  cooperativa abbiamo scelto di interrogarci e confrontarci sull’identità e sul futuro della cooperazione sociale, consapevoli che nella nostra storia ritroviamo le radici e il senso del nostro operare ma anche che oggi siamo chiamati a porci domande nuove, complesse, a volte percepite come “altro da noi”, domande lontane non solo dalle persone che quotidianamente accogliamo e accompagniamo ma anche dal discorso pubblico, nonostante intercettino temi fondamentali legati all’esercizio dei diritti che dovrebbero esserci cari soprattutto come cittadini.

La cooperazione sociale abita il cortile delle relazioni sociali ed educative, la piazza con la sua dimensione politica e di advocacy, e la dimensione dell’impresa, in quanto soggetto economico a tutti gli effetti.

All’interno di uno scenario sempre più complesso è necessario però rimettere a fuoco la mission della cooperazione sociale oggi e ritradurre le sue tre vocazioni: del cortile, della piazza e dell’impresa, a partire dal ruolo che la nostra cooperativa può avere.

LA FINE DEL CAPITALISMO?

Economia sociale ed economia circolare come nuova forma di capitalismo.

La cooperazione e l’impresa sociale come soggetto economico. Quali modelli e quali specificità rispetto al profit.

L’ERA DEL BENE COMUNE?

Dal mutualismo tra “uguali” all’ipermutualismo per ridurre le disuguaglianze e aumentare l’inclusione. Corresponsabilità e costruzione del bene comune: tra rischio d’impresa e rischio etico, da beneficiari ad aventi diritto.

MISURARE PER CRESCERE?

Come misurare l’impatto sociale dell’impresa, perché e con quale valore aggiunto.

Ipermutualismo, capitale sociale, economia circolare, bene comune, misurazione dell’impatto sociale sono solo alcuni degli ingredienti che fermentano sotto i nostri occhi e tra le nostre mani di operatori sociali, ma anche e soprattutto di cittadini. Quali sono gli approdi possibili? Quale la natura delle trasformazioni che stiamo vivendo? Queste le domande che ci porremo insieme.

 Programma

ore 9.00: accoglienza partecipanti

ore 9.30: inizio lavori

benvenuto di Valerio Molteni_Presidente de La Grande Casa Società Cooperativa Sociale ONLUS

tavola rotonda – conduce Giampaolo Musumeci_Giornalista,

Conduttore di Radio 24.

relatori:                    

  • Luigi Corvo_Ricercatore e Professore a contratto in Social Entrepreneurship and Innovation presso la facoltà di Economia di Roma Tor Vergata
  • Ugo De Ambrogio_Direttore dell’area Politiche sociali e sanitarie dell’IRS (Istituto per la Ricerca Sociale) e della “Scuola IRS per il sociale”
  • Cecilia Guidetti_Ricercatrice ARS (Associazione per la Ricerca Sociale) e IRS, Coordinatrice della redazione di lombardiasociale.it
  • Gianfilippo Mancini_Amministratore Delegato di Sorgenia
  • Liviana Marelli_Direttore de La Grande Casa Società Cooperativa Sociale ONLUS
  • Marco Morganti_Responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo
  • Paola Pessina_Vicepresidente Fondazione Cariplo, Presidente della Fondazione Comunitaria Nord Milano
  • Emanuele Polizzi_Ricercatore presso l’Università di Milano Bicocca, dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

 Intervento video di Tommaso Vitale_Associate Professor de Sociologie à Sciences Po, Paris et Directeur scientifique du master Governing the Large Metropolis à l’École Urbaine

 Incursioni

 Ida Spalla_attrice

Eugenio Cikala Fabrizi_street artist

 ore 13.00: conclusione lavori

 Sono stati richiesti i crediti formativi per gli Assistenti sociali.

Lasciate stare don Milani!  


Un convegno a Bergamo promosso da gruppi cattolici tradizionalisti,
presenti diversi esponenti della Lega,
è stato intitolato “Da Barbiana a Bibbiano”

Roma, 9 novembre 2019

don milani

 

 Il 30 novembre si terrà a Bergamo un convegno intitolato “Da Barbiana a Bibbiano”, promosso – secondo quanto riportato dalla stampa – da gruppi cattolici tradizionalisti e a cui saranno presenti alcuni esponenti della Lega, tra cui il senatore Simone Pillon, al quale sono affidate le conclusioni dei lavori. È previsto anche un intervento di Jacopo Marzetti, commissario della Comunità Il Forteto e garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio.

L’Esecutivo del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime il proprio sdegno per vedere accostati don Milani e l’esperienza della scuola di Barbiana ai fatti della comunità Il Forteto e di Bibbiano. Per questo condivide, parola per parola, la presa di posizione espressa in merito da Pax Christi.

 

Info:

Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa e Comunicazione
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
tel. 06 44230395/44230403 – cell. 329 2928070 – email: ufficio.stampa@cnca.it
www.cnca.it