I salari da fame colpiscono duramente il mondo del sociale

Il disastro dei salari italiani (-8,7% dal 2008) fotografato da ultimo dall’Organizzazione internazionale del lavoro riguarda da vicino il mondo del sociale e dell’inclusione del nostro Paese.

“I dati diffusi dall’Ilo mostrano il vero volto delle politiche economiche dei governi degli ultimi vent’anni -osserva Paolo Cattaneo, presidente del CNCA Lombardia-: l’accanimento contro la povertà mentre si premia chi sta già meglio”.

Il CNCA Lombardia richiama l’attenzione su un aspetto centrale che tocca la vita di milioni di persone, ovvero il riconoscimento della dignità delle professioni del mondo del sociale, dalla cura all’inclusione. Una partita che riguarda sì il piano nazionale ma anche quello locale, come dimostra il caso “emblematico” di Milano.

“Il contratto collettivo nazionale delle cooperative sociali è stato appena rinnovato e scadrà già a dicembre -riprende Cattaneo-. È stato riconosciuto un aumento del 13% ma ciò nonostante rimaniamo lontanissimi dagli standard europei. E questo incremento virtuale in busta paga già divorato dall’inflazione non è minimamente sufficiente per affrontare i costi proibitivi di una città come Milano”.

Pagare poco chi si occupa di servizi essenziali in contesti problematici -dalle comunità territoriali alle famiglie in difficoltà, fino all’accoglienza delle persone straniere- significa indebolire il tessuto sociale del Paese.

“Al Comune di Milano chiediamo da tempo un adeguamento contrattuale ma non è mai stata data una risposta positiva”, continua Cattaneo.

I numeri sono chiari: “Oggi nel mondo del sociale si può lavorare a tempo pieno per 38 ore settimanali e guadagnare 1.300 euro al mese. Con salari di questo tipo è naturale che in tanti optino per ridurre il tempo del lavoro per aggiungere una seconda occupazione o riappropriarsi del proprio tempo libero”. Dal suo osservatorio privilegiato il CNCA osserva picchi di ricorso al tempo parziale tra il 50 e l’85%. 

È anche così che si sfilaccia il tessuto sociale, culturale e politico in senso alto di una comunità. “I salari da fame nel sociale si accompagnano a una lunga stagione di odio e tempesta seminati contro gli ultimi, gli stranieri, coloro che vengono etichettati come i ‘devianti’. È difficilissimo per chi semina vicinanza e inclusione resistere. Si tratta di una battaglia che non possiamo condurre da soli”.

Ecco perché con la pubblicazione dei dati dell’Ilo il CNCA Lombardia torna a chiedere una risposta al Comune di Milano rispetto all’adeguamento delle remunerazioni e al Parlamento un intervento deciso a riconoscere la dignità del lavoro sociale.

📸 Serena Koi

7 ottobre 2022: si rinnovano l’esecutivo del CNCA Lombardia e lo Statuto

Venerdì 7 ottobre si è tenuta l’assemblea di modifica dello Statuto e di rinnovo cariche del CNCA Lombardia. Abbiamo attraversato tanti eventi dall’ultimo rinnovo, fuori e dentro il nostro mondo… non ultimi la riforma del Terzo Settore e la pandemia da Coronavirus….Così eccoci ad adeguare il nostro Statuto alla nuova riforma e a raccogliere i nostri vissuti sulla pandemia con il libro “Luce nelle ferite” da cui è stato tratto anche lo spettacolo teatrale che Giovanna Mori ha messo in scena proprio venerdì a Nembro.

Volevamo che fosse proprio qui dove le ferite sono ancora aperte e le assenze ancora vive che vedesse la luce il nuovo esecutivo che guiderà il CNCA Lombardia per i prossimi 4 anni.

La squadra vede la presenza di vecchie e nuovi membri capitanati ancora una volta dal Presidente Paolo Cattaneo (Diapason di Milano) :

Tiziana Bianchini (Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione di Sesto San Giovanni)

Andrea Colciago (Pavoniani Artigianelli di Monza)

Paola Merlini (Cosper di Cremona)

Paolo Tartaglione (Arimo di Milano)

Eleonora Del Fabbro (Padri Somaschi di Milano)

Nicola Danesi (Bessimo di Brescia)

Debora Zanchi (AEPER di Bergamo)

Paolo Dell’Oca (Archè di Milano)

Rita Ceraolo (La Grande Casa di Sesto San Giovanni)

Riccardo Farina (Comunità del Giambellino di Milano)

Elza Daga (Comin di Milano)

Durante l’assemblea è stato presentato il Dossier 2021, frutto del lavoro del gruppo comunicazione avviato durante l’ultimo mandato. Puoi scaricarlo nella versione interattiva dal nostro sito.

L’assemblea ha augurato a tutti un buon lavoro e dopo una breve pausa ristorativa ha atteso l’inizio della messa in scena dello spettacolo di Giovanna Mori.

La ringraziamo molto per come ha saputo rendere vivi i ricordi di quei giorni e rendere lo smarrimento e lo spaesamento che ancora oggi ci attraversa. E’ stata capace di dire con la sua vibrante presenza scenica che…. non abbiamo parole per descrivere cosa è accaduto! Grazie Giovanna

25 novembre 2016: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – “Ancora un terzo delle donne è vittima di violenza; ma raddoppiano consapevolezza e denuncia”

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Oltre 200 tra donne e bambini che provengono da situazioni di maltrattamenti prese in carico dalle 6 realtà aderenti a CNCA Lombardia

La storia di Angela, 31 anni, che è riuscita a fuggire dal compagno

Milano, 21 novembre 2016 – Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel dicembre 1999.

I dati ISTAT dicono che i numeri della violenza sono enormi:

  • nel 2014 sono 6.788.000 le donne vittime di violenza in Italia
  • il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni
  • il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale,
  • il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri.
  • Sono 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.
  • 3 milioni 466 mila donne hanno subito stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne.
  • Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subito dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

Ma in questo scenario così drammatico una nota positiva c’è: negli anni è aumentata la consapevolezza. Se nel 2009 solo il 14,3 % delle donne considerava reato la violenza Continua a leggere