25 novembre 2016: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – “Ancora un terzo delle donne è vittima di violenza; ma raddoppiano consapevolezza e denuncia”

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Oltre 200 tra donne e bambini che provengono da situazioni di maltrattamenti prese in carico dalle 6 realtà aderenti a CNCA Lombardia

La storia di Angela, 31 anni, che è riuscita a fuggire dal compagno

Milano, 21 novembre 2016 – Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel dicembre 1999.

I dati ISTAT dicono che i numeri della violenza sono enormi:

  • nel 2014 sono 6.788.000 le donne vittime di violenza in Italia
  • il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni
  • il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale,
  • il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri.
  • Sono 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.
  • 3 milioni 466 mila donne hanno subito stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne.
  • Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subito dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

Ma in questo scenario così drammatico una nota positiva c’è: negli anni è aumentata la consapevolezza. Se nel 2009 solo il 14,3 % delle donne considerava reato la violenza subita dal partner, nel 2014 la percentuale sale al 29,6%, e quasi raddoppiano le denunce alle forze dell’Ordine (da 6,7% a 11,8%), così come le donne che si rivolgono ai circuiti di aiuto (dal 2,4 al 4,9%).

È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

“Il significativo miglioramento nella consapevolezza – spiega Valerio Pedroni, referente per la tematica del CNCA Lombardia – è certamente dovuto anche alla rete di Centri Antiviolenza e di case protette che in questi anni hanno saputo organizzare un intervento complesso che va dalla sensibilizzazione su tutti i mezzi di informazione, sulle agenzie educative come le scuole, sui vari comparti delle Forze dell’Ordine e sugli operatori sociali e sanitari”.

Il CNCA Lombardia è in prima linea nella lotta contro la violenza, partecipando su tutti i livelli e i fronti possibili a sostegno delle donne maltrattate. Del CNCA Lombardia fanno infatti parte sei organizzazioni impegnate sul tema: la Fondazione Somaschi di Milano, la cooperativa La Grande Casa (Milano e Lecco), la cooperativa Tutti Insieme di Milano, il Consorzio Fa (Famiglie e accoglienza) di Bergamo, la cooperativa La cordata di Milano e il Centro ambrosiano solidarietà (CeAS) sempre di Milano. Ciascuna opera in numerose strutture: 40 circa tra case rifugio e servizi.

Nel 2015, queste organizzazioni si sono prese in carico oltre 200 tra donne e bambini provenienti da situazioni di maltrattamento.

CNCA Lombardia opera all’interno di reti interistituzionali diffuse sul territorio lombardo. La collaborazione con tutti i soggetti del territorio che possono concorrere alla protezione ed assistenza della donna, risulta fondamentale per rendere tempestivo ed efficace l’intervento.

Anche Regione Lombardia, attraverso il sito “Nonseidasolaoffre informazioni sui centri antiviolenza del territorio regionale.

“È però sul fronte della prevenzione e dell’educazione che si deve agire – prosegue Pedroni – per scardinare stereotipi di genere alla base del fenomeno della violenza e per far prevalere la cultura del rispetto e del reciproco riconoscimento tra uomini e donne. Anche su questo versante la Federazione è impegnata con un lavoro attento all’interno delle scuole e delle agenzie educative”.


La storia di Angela:

Sono Angela, ho 31 anni e desidero essere felice. Ho conosciuto G. cinque anni fa in una palestra che frequentavamo entrambi. Lui da subito, è stata molto gentile con me, pieno di attenzioni e così dolce… Abbiamo iniziato ad uscire insieme e dopo poco ho lasciato il monolocale dove vivevo e mi sono trasferita a casa sua. Ero felice, mi sembrava che i miei sogni si stessero realizzando… da tempo desideravo un uomo accanto a me che mi facesse sentire bene, che mi proteggesse, con cui costruire una famiglia… già, la famiglia… Ho capito velocemente che G. non voleva che frequentassimo la mia famiglia. Era infastidito quando andavamo a pranzo dai miei alla domenica o dalle telefonate quotidiane con mia madre o mia sorella. Si innervosiva e mi rimproverava del fatto che non gli dedicassi abbastanza attenzioni. Così ho iniziato a sentire meno i miei, come pure gli amici. Certo mi dispiaceva, ma lo amavo troppo per deluderlo… Malgrado facessi tutto quello che lui mi chiedeva, pareva non essere mai soddisfatto di me, a volte mi derideva, mi diceva che non sapevo fare nulla, che non curavo abbastanza il mio aspetto fisico… che sarebbe stata solo colpa mia se lui un giorno si sarebbe trovato un’altra. Queste parole mi facevano malissimo, io avevo ormai rinunciato a tutto, avevo solo lui. Malissimo mi facevano anche le sue botte, soprattutto la prima volta che durante una discussione mi ha tirato uno schiaffo…è stato il primo di molti! Mi faceva tanta paura quando era arrabbiato, mi aggrediva, poi si calmava e mi chiedeva scusa, tornava ad essere dolce… ma solo per poco… Lo scorso venerdì, è rientrato dal lavoro molto nervoso, ha iniziato ad insultarmi accusandomi di averlo tradito, diceva cose senza senso senza lasciarmi spazio per poter dire qualcosa mentre la sua furia cresceva. Mi ha aggredito ed io ho avuto per la prima volta paura per la mia vita! Allora ho deciso di scappare e di chiedere aiuto perché di una cosa mi ero convinta…… NON SAREBBE SUCCESSO PIÙ!

Scarica il CS in formato PDF: CS-violenza-donne-nov16

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