Il CNCA Lombardia sostiene il Referendum sulla sanità lombarda

Paolo Cattaneo, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti Lombardia, è tra i 100 elettori promotori della consultazione tesa a cambiare la sanità lombarda, ridefinendo i rapporti tra pubblico e privato e assicurando gli stessi diritti a tutti i cittadini: la proposta di Referendum abrogativo regionale depositato questa mattina è impostata su tre quesiti relativi alla legge sanitaria regionale, L.33/2009, modificata con la L.22/2021.

L’obiettivo consiste nel “riportare al pubblico la funzione di programmazione, di controllo pieno della erogazione dei servizi a partire da quelli di prevenzione, garantendo universalità di accesso, gratuità e partecipazione”, ha spiegato Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica.

Porre al centro dell’azione politica della classe dirigente lombarda il diritto alla cura ha spinto Cattaneo a farsi promotore, insieme a tante altre figure del mondo della politica e della società civile, del referendum: “È importante continuare a segnalare tanto, sia a livello locale che a livello nazionale, il costante attacco ai diritti fondamentali delle persone”, dice Cattaneo, che precisa: “Sembrano diritti acquisiti ma sono migliaia le persone che in Lombardia non riescono più ad affrontare la spesa sanitaria e rinunciano a curarsi”.

Da sinistra: Marco Caldiroli, Andrea Villa, Federica Trapletti, Vittorio Agnoletto e Massimo Cortesi

Per Vittorio Agnoletto, responsabile dell’Osservatorio Salute, “è necessario ridurre i finanziamenti alle strutture private aumentando quelli alle strutture pubbliche per evitare che, con l’avanzata del privato dentro il Servizio Sanitario Regionale, il cittadino sia privato dell’assistenza sanitaria. Se il pubblico finanzia il privato, deve poi controllarne l’operato”.

Sul banco degli imputati finisce la gestione regionale della sanità dimostratasi incapace di garantire gli stessi diritti a tutte le cittadine e i cittadini, in particolare a quelli più fragili e con meno opportunità. Proprio le persone che le organizzazioni del CNCA Lombardia affiancano quotidianamente, promuovendone il benessere in una società che sappia diventare più inclusiva riconoscendo e dando attuazione ai diritti sanciti nella Costituzione. Dopo la salute, chiosa il presidente, “sarà il tempo del diritto all’abitare, della dignità del lavoro e della difesa di uno Stato nazionale contro l’autonomia differenziata”.

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