“Non lasciamo sole le persone in difficoltà” In Lombardia dal 1° gennaio potrebbero chiudere molti servizi di prossimità rivolti a giovani e adulti a grave rischio di marginalità

Il 15 dicembre il bilancio di previsione sarà in Consiglio Regionale

L’appello di CEAL Coordinamento Enti Accreditati Lombardia e CNCA Lombardia Coordinamento nazionale comunità di accoglienza: “A Regione Lombardia chiediamo di stanziare con urgenza adeguate risorse”.

Milano, 13 dicembre – In Lombardia dal 1° gennaio numerosi servizi attivi sul territorio delle province di Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Pavia, Como, rivolti a giovani e adulti a rischio marginalità, esauriranno le risorse assegnate (e non rinnovate) da Regione Lombardia e dovranno chiudere. Lo denunciano CEAL Coordinamento Enti Accreditati Lombardia e CNCA Lombardia, il coordinamento delle comunità di accoglienza.


Si tratta di importanti interventi di prossimità – come centri diurni, servizi di strada, forme di supporto individualizzato educativo e sanitario – che favoriscono un aggancio precoce di giovani e adulti fragili, spesso con problematiche di dipendenza e a grave rischio di esclusione sociale, e che prevedono azioni di orientamento, consulenza e accompagnamento alla rete dei servizi sociali e socio sanitari.


“Una storica collaborazione tra Enti del privato sociale, enti locali e servizi per le dipendenze – spiega Alberto Barni presidente del CEAL – rischia di essere smantellata, lasciando tante persone senza punti di riferimento. Da sempre come organizzazioni facciamo il possibile perché le persone più vulnerabili possano essere stabilmente agganciate alla rete dei servizi, aiutandole a prendersi cura di sé e della propria vita”. Non solo. “La presenza dei servizi nel territorio – sottolinea ancora Barni – limita le tensioni sociali che possono scaturire dalla vicinanza a situazioni di disagio e in questo modo rende più sicuri e vivibili i quartieri delle nostre città. Senza questi ammortizzatori, infatti, i territori e i loro cittadini si troverebbero soli ad affrontare problemi di marginalità e di salute pubblica”.

Mercoledì 15 dicembre si riunisce il Consiglio regionale per discutere il bilancio di previsione 2022.

A nome di tutti gli enti che aderiscono al CEAL e al CNCA Lombardia, i due coordinamenti chiedono con forza di trovare una soluzione per non disperdere questa preziosa capacità di risposta ai cittadini più fragili e chiedono a Regione Lombardia e all’Assessore alla Famiglia Alessandra Locatelli e al Welfare Letizia Moratti di intervenire tempestivamente, individuando e stanziando risorse economiche adeguate per evitare la chiusura dei presidi territoriali.


I SERVIZI A RISCHIO
I servizi in pericolo realizzano interventi coerenti con tutti i documenti in materia di marginalità e dipendenze: dalla Strategia dell’UE ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), dalla nuova legge regionale sulle dipendenze ai piani nazionale e regionale di prevenzione. Nell’ultimo anno questi servizi si sono valsi del lavoro di 190 operatori qualificati. Tra l’altro:
• hanno permesso di agganciare oltre 7.600 persone, inviandone ai servizi oltre 1.500 (spesso
accompagnando fisicamente le persone)

• hanno realizzato oltre 2.700 interventi medico/infermieristici in contesti di grave marginalità
• hanno aiutato le persone ad affrontare le proprie difficoltà con oltre 15.000 colloqui individuali
• hanno reso più sicuri i parchi e le strade raccogliendo oltre 110.000 siringhe sporche.

I servizi, oltre a garantire la sicurezza, la salute e il benessere sia delle persone che vivono in condizione di fragilità ed emarginazione, nel corso della pandemia hanno rappresentato un importante presidio per contenere la diffusione del Covid 19 nelle persone che vivono in condizione di fragilità e contribuito a prevenire forme di ritiro sociale tra i giovani.

CASE HISTORY


Associazione Comunità Nuova – Milano, progetto WelcHome Contatta e Include
“Dal 2017 il Progetto WelcHome Contatta e Include è stato a fianco dei giovani, incontrandoli nei loro contesti di vita e accompagnandoli nella costruzione di una progettualità futura, favorendo percorsi di inclusione verso la casa, il lavoro, i servizi. Con le giovani donne abbiamo costruito insieme un linguaggio dell’equità e del consenso, per promuovere una cultura del divertimento responsabile e attento all’altro. Ci siamo incontrati in strada, nelle discoteche, nei cortili durante la pandemia, sul web. Dal 1 gennaio queste attività smetteranno di essere garantite, lasciando scoperto quel ponte tra strada e servizio che abbiamo negli anni contribuito a costruire”.
Marco Brunetti


Cooperativa sociale – Il Calabrone, progetto Strada
“A Brescia il Progetto Strada è da molti anni un punto di riferimento per le persone più fragili e per la rete dei servizi sociosanitari. Ogni giorno accedono allo spazio una sessantina di persone in situazione di grave marginalità, molte delle quali con problemi di dipendenza. Trovano operatori che li accolgono e li aiutano a prendersi cura della propria salute, anche sulla strada. Supporto individualizzato, visite mediche e infermieristiche, spazio doccia, accompagnamento ai servizi del territorio sono solo alcune delle risposte fornite. Sono quotidiane le collaborazioni con i servizi per le dipendenze, i centri per le malattie infettive, i servizi sociali del comune e numerose realtà del
territorio. Rispondere insieme è il modo migliore per rispondere bene. Tutto questo ora è a rischio”.


“Colazione da Tiffany è un gruppo di auto-aiuto per persone transessuali, in prevalenza sudamericane, che vivono la strada e non hanno uno spazio dove sentirsi veramente loro stesse. Il gruppo si incontra settimanalmente per fare colazione insieme, per parlare e condividere uno spazio. Diversi sono gli argomenti: il racconto del viaggio che le ha portate qui, la condizione di transessualità, le malattie che possono essere contratte… La presenza di medici e personale specializzato aiuta le ragazze ad affrontare questioni spesso rimaste in sospeso”.

Massimo Ruggeri


Fondazione Somaschi Milano progetto WelcHome Accoglie e Include
“La chiusura del Centro diurno Drop in di Piazza XXV Aprile da gennaio 2022 comporterà la sospensione dell’accoglienza per 40 persone al giorno, con picchi di 50 durante il periodo invernale e della distribuzione di generi di conforto. Inoltre con la chiusura sarà negato l’accesso ai servizi igienici e alle docce (ora le uniche disponibili sul territorio di Milano) e il servizio lavanderia. Non sarà più possibile garantire l’orientamento ai servizi territoriali e l’invio a servizi sanitari territoriali. Inoltre non sarà più possibile per le persone senza dimora con problemi di dipendenza accedere al materiale di profilassi e ad informazioni sui comportamenti a rischio sulle sostanze. Negli ultimi 6 mesi abbiamo fornito l’accesso ai servizi primari a 500 persone senza dimora frequentatrici abituali del centro”.
Carlo Alberto Caiani


Per informazioni e/o contatti Alberto Barni 393 9031552 presidenza@cealweb.org
Ufficio stampa: Massimo Acanfora 329 1376380

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