Servizio Civile: al Nord calano le candidature

Scaduti i termini per la presentazione delle domande di Servizio Civile, si può iniziare a fare qualche considerazione generale. Dall’osservatorio del CNCA emerge una tendenza ormai consolidata: nei progetti in Italia l’attrattività verso quest’esperienza procede a due velocità. Da una parte c’è il Sud che registra un elevato numero di candidature e una copertura pressoché completa dei posti disponibili. Dall’altro, invece, il Nord continua a mostrare diverse difficoltà.

A livello nazionale il CNCA ha raccolto complessivamente 652 candidature: 545 per le sedi in Italia, a fronte di 297 posizioni disponibili, e 107 per l’estero, su 32 posti. Nonostante l’elevato numero di domande, nelle sedi italiane restano però scoperti 45 posti, pari al 15% del totale. Le maggiori criticità si registrano in alcune Regioni del Centro-Nord: in particolare, in Lombardia il 19% dei posti è rimasto vacante (su 39 sedi).

Foto di fauxels/pexels

Secondo Riccardo Poli, coordinatore delle attività associative e del Servizio Civile del CNCA, questa disparità è legata a due fattori principali. Da un lato pesa lo squilibrio tra gli enti: le organizzazioni più grandi dispongono di maggiori strumenti di comunicazione e riescono a raggiungere un pubblico più ampio.

Dall’altro, nel corso degli anni il Servizio Civile è stato sempre più associato al concetto di lavoro, perdendo in parte la sua natura originaria di esperienza di cittadinanza attiva. Nato come evoluzione dell’obiezione di coscienza, il Servizio Civile universale si fonda sul diritto-dovere costituzionale di difendere la patria in modo non violento e di promuovere solidarietà e cooperazione.

Con il tempo, tuttavia, si è progressivamente trasformato in una misura di politica giovanile per l’occupazione, una sorta di apprendistato verso il mondo del lavoro, considerando anche che nei concorsi pubblici viene favorito chi lo ha svolto.

Questo cambiamento incide sulle motivazioni dei giovani che tendono a valutare l’esperienza in termini sempre più utilitaristici, rinunciando in partenza a un’occasione unica di crescita personale e di conoscenza di un mondo che non per forza altrimenti si incontrerebbe.

Non a caso proprio nelle Regioni del Nord, dove le opportunità lavorative nel settore educativo e sociale sono più numerose, si registra il calo più significativo di candidature.

A conferma di questa tendenza, purtroppo, proprio in questi giorni è stato presentato in Parlamento un disegno di legge di riforma del Servizio Civile che, secondo il CNCA, rischia di indebolirne ulteriormente la dimensione volontaria e solidaristica, orientandolo sempre più verso una funzione occupazionale, assimilabile a una politica attiva del lavoro.

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