Il tema del futuro è già di per sé sfidante, specie se riguarda il variegato, ricco e complesso mondo della cooperazione sociale. La nostra, come molte altre Cooperative, è nata tra la fine degli anni 70 ed i primi anni 80, da un leader carismatico nelle relazioni, profetico nelle visioni, ambizioso nella ricerca della giustizia. Accompagnarla nel domani è un’eredità di cui costantemente ci chiediamo se saremo all’altezza. Pensare al futuro quindi porta con sé, inevitabilmente intrecciata, la fortissima nostalgia di una storia passata che soprattutto si è caratterizzata per la capacità, talvolta irriverente, certamente coraggiosa, di sfidare un sistema di servizi spesso in ritardo nel formulare risposte ai bisogni dei più deboli.
Famiglia Nuova si è da sempre contraddistinta per la capacità di proiettarsi nel futuro, costruendo, un giorno alla volta, un pezzo di mondo interiore ed esteriore che valesse la pena di essere abitato, da ciascuno di noi, operatori, operatrici e persone accolte nei nostri servizi. Abbiamo provato a farlo e continueremo a provare, insieme, senza divise che distinguano chi è l’uno e chi è l’altro.
Guardare al domani ci impone quindi di non fermarci, di non spegnere il desiderio e la capacità immaginifica che da sempre ha disegnato i servizi a partire dall’osservazione e dall’ascolto attento dai bisogni sociali e sanitari dei tempi diversi che abbiamo abitato.

Sentiamo il dovere di tramandare la storia della nostra Cooperativa perché possa accendere la passione nella scoperta di ciò che è possibile, anche quando considerato utopia. Tramandare le radici di un pensiero profetico che, attraversando i luoghi ed i tempi della nostra storia, può ispirare i giovani cooperatori e le giovani cooperatrici che scelgono di camminare con noi. Dobbiamo saper infondere in loro la stessa nostalgia di futuro che ha illuminato ogni giorno il nostro presente, in un moto creativo e progettuale attraverso cui credere, con fondamento di certezza, che le speranze di giustizia sociale, bellezza e rispetto della persona in quanto tale, si possono realizzare. Per costruire, una persona alla volta, una ragionevole felicità.
E come conciliare tanta speranza con la dura e sfidante realtà del lavoro sociale, spesso sottopagato, bistrattato, poco valorizzato, financo contrastato?
Offrendo molto di più di un posto lavoro, anche se di lavoro si tratta. Accogliendo chi inizia a lavorare in Cooperativa scegliendo la persona, prima ancora che la competenza di studi e di esperienza professionale, ponendoci in ascolto per valorizzare sguardi che ci possano arricchire di chiavi di lettura nuove e sorprendenti sui bisogni sociali che siamo chiamati a rispondere, e accompagnando con l’esperienza l’attraversamento delle fatiche che il nostro lavoro comporta.
Tutto ciò senza dimenticare che spetta a noi, operatori ed operatrici sociali di oggi, il compito di chiedere in tutti i modi, con tutti i linguaggi, e in tutte le sedi, il valore della dignità del lavoro sociale, anche in termini di adeguamento del riconoscimento economico che merita. Perché, se c’è una cosa che ci stanno insegnando le giovani generazioni di cooperatori e di cooperatrici, è di non vivere il nostro lavoro come un sacrificio, preservandosi e preservandoci dal rischio dell’autoreferenzialità.
Per proteggere chi verrà domani dal rischio di spegnere le passioni e credere che “non valga la pena”.
La cooperativa sociale Famiglia Nuova dal 1981 si occupa di vulnerabilità e fragilità degli adulti, anche attraverso attività di qualificazione lavorativa, di servizi specialistici per le dipendenze, di risposte educative e scolastiche per giovani e minori. Famiglia Nuova da 45 anni rivolge attenzione, capacità di ascolto e cura agli utenti, ai loro familiari, ai soci, ai dipendenti, ai clienti, impegnandosi costantemente per soddisfare i loro bisogni, perseguendo, come Cooperativa Sociale e con spirito laico, il miglioramento della qualità della vita, sostenendoli nella realizzazione del loro potenziale.
