“Tutto quello che succede a un’altra persona può succedere anche a me” ciao Maria Luisa !

A tutti i gruppi del CNCA – In Ricordo di Luisa, 1 dicembre 2017 

A77 compie quest’anno 40 anni, e proprio quest’anno ci viene a mancare Maria Luisa Albera, amata madre cofondatrice, non solo di A77 ma anche della Federazione del Cnca. Non possiamo purtroppo essere presenti all’assemblea nazionale, che si apre quest’anno nella Giornata Internazionale dell’Aids. Per questo vi scriviamo, grati che vogliate dedicare un momento al ricordo di Maria Luisa.

Pioniera dei gruppi di sostegno per persone con Hiv/Aids, il suo impegno era una profonda scelta di vita: laica, negli anni 80 insieme ad altre due donne “con la porta aperta”, Carla Omodei Zorini ed Elda Fracchia, diede vita a una Comunità di Accoglienza per tossicodipendenti e alla prima Casa Alloggio italiana per malati di AIDS.

E’ sorprendentemente ancora attuale il documentario Come prima, più di prima, t’amerò, realizzato dal regista Daniele Segre nel 1995, nella quale le persone che partecipavano al gruppo organizzato da Maria Luisa parlavano delle proprie angosce e del loro isolamento relazionale. Ancora attuali e inevase alcune delle sfide riportate nella ricerca “Aids. Il prezzo e il valore. Per una nuova accoglienza”, che coinvolse 13 organizzazioni socie del CNCA tra il 1999 e il 2000, pubblicata a cura di Maria Luisa.

Suonano ancora attuali alcuni virgolettati:

Gli anni del che fare, del perché accade e del quando finirà hanno lasciato il posto al silenzio …  con l’avvento delle nuove terapie ci si è trovati di fronte ad una nuova profonda negazione nella società civile … Le parole usate per significare l’Aids appartengono a quelle che nascondono noi stessi agli altri, ma soprattutto gli altri a noi stessi: dicono molte cose dell’aids ma oscurano le persone che di aids sono malate. La rimozione ha riportato nella solitudine le persone sieropositive e ammalate.’

E in un altro suo manoscritto, pubblicato nell’opuscolo dei vent’anni di a77, si dice:

‘Ancora oggi “il virus dell’HIV è metaforicamente il virus delle relazioni, perché prima del fisico, colpisce le relazioni, parte essenziale di ogni uomo. La persona ha perciò bisogno di essere curata non solo nelle sue infezioni ma nella sua integrità… ciò è possibile solo se si parte dal presupposto che l’uomo è il rimedio dell’uomo. Questo significa coinvolgersi nelle vicende umane che incontriamo, e a partire dal noi, ricomporre un io diviso da secoli di cultura dicotomica, nella quale la persona è privata della sua interiore armonia e dell’energia che potrebbe renderla rimedio all’uomo e quindi a sé.’

Una collega che operava con lei in comunità, racconta che c’era una frase che piaceva molto a Maria Luisa e che ripeteva spesso “tutto quello che succede a un’altra persona può succedere anche a me”. Aveva fatto sua questa frase, la incarnava, la viveva ed era, credo, quello che le permetteva di accogliere e accompagnare le persone, lungo strade difficili e uniche di comunione ed essenzialità.

Con immensa gratitudine e affetto, nel suo ricordo facciamo una promessa: servabo, che vuol dire ricorderò, conserverò, ma anche servirò, sarò utile, rinnovando il nostro impegno sul campo insieme a tutti i gruppi del CNCA.

Per A77

Floriana Colombo

Luisa in Cascina San Marco, Milano, 1983

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